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Allungamento a rottura A%: cos'è, come si misura, valori | Guida 2026

Scritto da Weerg staff | Jul 15, 2026

L'allungamento a rottura è uno dei parametri principali sui certificati di collaudo dei materiali. Indica quanto un materiale si deforma plasticamente prima di rompersi sotto carico ed è un parametro fondamentale per valutare la sua duttilità. Per il progettista è un dato essenziale: permette di distinguere i materiali che cedono in modo progressivo, con una deformazione visibile prima della rottura, da quelli che si fratturano improvvisamente. Questo valore influisce su molte scelte progettuali, dalla selezione di un acciaio strutturale alla valutazione della formabilità di una lamiera.

In questa guida vedremo che cos’è l’allungamento a rottura, come viene misurato secondo le normative, qual è la differenza tra le principali sigle utilizzate (A5, A10, A80mm, Agt) e quali sono i valori tipici dei materiali più comuni.

Cos'è l'allungamento a rottura

L'allungamento a rottura, indicato con il simbolo A (o A%), è la deformazione plastica permanente misurata su un provino dopo la rottura durante una prova di trazione. Viene espresso come percentuale della lunghezza iniziale del tratto utile.

In termini pratici, prima della prova si segnano due riferimenti sul provino e si misura la distanza iniziale tra di essi. Il provino viene poi sottoposto a trazione fino alla rottura. A questo punto, i due tronconi vengono riaccostati e si misura la nuova distanza tra gli stessi riferimenti. L’aumento di lunghezza, espresso in percentuale rispetto alla lunghezza iniziale, corrisponde all’allungamento a rottura.

La formula è:

A = [(Lf − L) / L] × 100 [%]

dove:

    • L = lunghezza iniziale
    • Lf = lunghezza finale dopo rottura

L'allungamento a rottura non ha unità di misura: è una grandezza adimensionale, normalmente espressa in percentuale.

Qual è la differenza tra allungamento a rottura e duttilità?

I due termini sono strettamente collegati ma non sinonimi.

La duttilità è la capacità generale di un materiale di deformarsi plasticamente prima di rompersi. L'allungamento a rottura, invece, è il parametro numerico che permette di quantificare questa capacità durante la prova di trazione.

Un altro indicatore importante della duttilità è la strizione (Z%), che misura la riduzione percentuale della sezione del provino nella zona di rottura.

In generale, un materiale con A% elevato presenta un comportamento duttile, perché è in grado di deformarsi sensibilmente prima della frattura. Al contrario, un materiale con A% molto basso, tipicamente inferiore al 5%, è considerato fragile o scarsamente duttile, poiché tende a rompersi con una deformazione plastica limitata.

Come si misura l'allungamento a rottura

La misurazione è disciplinata dalle norme UNI EN ISO 6892-1 per i materiali metallici a temperatura ambiente, ISO 6892-2 per le prove a caldo e ISO 527 per i polimeri. La procedura standard prevede:

    • tracciatura dei riferimenti sul tratto utile del provino prima della prova, distanziati di L;
    • esecuzione della prova di trazione secondo norma, fino a rottura;
    • ricomposizione dei due tronconi del provino, facendo coincidere correttamente le superfici di frattura e mantenendo il provino ben allineato;
    • misurazione della distanza Lf tra i due riferimenti;
    • calcolo di A con la formula indicata in precedenza.

Oltre alla misurazione manuale dopo la rottura, oggi si utilizzano sempre più spesso estensimetri a contatto o sistemi ottici, come i video-estensimetri, che registrano in continuo la deformazione del provino durante la prova. Questi strumenti permettono di determinare automaticamente diversi parametri di allungamento, tra cui l’allungamento a rottura e valori più specifici come Agt (allungamento totale al carico massimo).

Cosa significano le sigle A5, A10 e A80mm?

L'allungamento a rottura dipende dalla lunghezza di misura L. A parità di materiale, un provino con L più corta tende a fornire un valore di A% più elevato, perché la deformazione localizzata nella zona di strizione incide maggiormente sulla lunghezza totale considerata.

Per questo motivo, il valore di allungamento a rottura deve sempre essere indicato insieme alla base di misura utilizzata. Le sigle più comuni sono:

  • A5 → provino proporzionale ISO con L = 5d (k = 5,65·√S per provini tondi e piatti). È lo standard europeo.
  • A10 → provino con L = 10d. Più antico, ancora usato in alcuni capitolati. A parità di materiale, il valore di A10 risulta inferiore rispetto ad A5.
  • A50mm, A80mm → provini non proporzionali, con lunghezza di misura fissa (50 mm o 80 mm). Usati per lamiere sottili e prodotti dove non è possibile applicare la geometria proporzionale.
  • A4d (ASTM) → standard americano, con L = 4d. Genera valori leggermente superiori rispetto all'A5 ISO.

Valori di A% misurati con basi di misura diverse non sono direttamente confrontabili. Nei capitolati, nelle schede tecniche e nei certificati di collaudo è quindi necessario specificare sempre il riferimento adottato, ad esempio A ≥ 22% oppure A₈₀mm ≥ 18%.

Allungamento a rottura, allungamento uniforme e allungamento al carico massimo

Sul certificato di collaudo di un materiale possono comparire diversi parametri legati all’allungamento, ciascuno riferito a una fase specifica della prova di trazione:

    • A (allungamento a rottura): la deformazione plastica residua misurata dopo rottura sul provino ricomposto.
    • Ag (allungamento plastico al carico massimo): è la deformazione plastica raggiunta in corrispondenza del carico massimo, cioè prima che la strizione diventi dominante. Si misura tramite estensimetro.
    • Agt (allungamento totale al carico massimo): è simile ad Ag, ma comprende anche la componente elastica della deformazione.
    • Au (allungamento uniforme): indica la deformazione distribuita in modo omogeneo lungo il tratto utile del provino, prima della localizzazione della strizione.

Per valutare la formabilità delle lamiere, ad esempio in operazioni di imbutitura o piegatura, sono particolarmente importanti i parametri legati alla deformazione uniforme, come Ag o Au, più del solo allungamento a rottura A. Quando inizia la strizione, infatti, la deformazione non è più distribuita in modo omogeneo: si concentra in una zona ristretta e il materiale è già localmente compromesso.

Per le verifiche strutturali e i requisiti di duttilità, invece, il parametro da considerare dipende dalla norma applicabile e dal tipo di prodotto.

Valori tipici di allungamento a rottura per i materiali industriali

Di seguito i valori indicativi di A% per i materiali più comuni allo stato di fornitura standard.

Materiale

A% indicativo

Note

Acciaio strutturale S235 / S275

24-26

Massima duttilità, ottimo per saldature

Acciaio S355

20-22

Standard carpenterie

Acciaio inox AISI 304 austenitico

40-60

Tra i più duttili

Acciaio inox AISI 316 austenitico

40-50

Simile al 304, più resistente a corrosione

Acciaio bonificato 42CrMo4

12-16

Compromesso resistenza/duttilità

Ghisa grigia EN-GJL-250

< 1

Tipicamente fragile

Ghisa sferoidale EN-GJS-500-7

7-10

Decisamente più duttile della grigia

Alluminio EN AW-6082 T6

8-12

Lega strutturale standard

Alluminio EN AW-5083 H111

14-22

Più duttile, usata in saldatura

Rame Cu-ETP

30-50

Molto duttile, formabile a freddo

Ottone CW508L (CuZn37)

15-45

Range ampio in funzione dello stato

Titanio Gr2

24-30

Buona duttilità del titanio commercialmente puro

Poliammide PA6 (DAM)

20-50

Sensibile a umidità e velocità di prova

Poliammide PA66 GF30

2-4

Le cariche rigide riducono drasticamente A%

ABS

15-30

Termoplastico tenace

Policarbonato (PC)

80-130

Allungamento elevatissimo a temperatura ambiente

I valori vanno sempre confermati sui certificati 3.1 del lotto specifico e fanno riferimento alla norma di prova indicata.

Qual è il valore minimo di allungamento per gli acciai strutturali?

Gli Eurocodici e le norme di prodotto impongono valori minimi di A% per garantire la duttilità necessaria al comportamento strutturale. Per gli acciai da carpenteria S235, S275 e S355 secondo EN 10025, l'allungamento minimo richiesto è in genere A ≥ 20-22% (su provino ISO L = 5,65·√S), con il vincolo aggiuntivo Rm/Re ≥ 1,10 per assicurare un margine di incrudimento prima della rottura. Per gli acciai per cemento armato (EN 10080) sono previsti requisiti ancora più severi sull'allungamento totale al carico massimo Agt.

Fattori che influenzano l'allungamento a rottura

L'allungamento a rottura è un parametro molto più sensibile alle condizioni di prova e alla microstruttura del materiale, rispetto al carico di snervamento e al carico di rottura. I fattori principali che lo influenzano sono:

    • Lunghezza di misura L → a parità di materiale, valori di A% misurati su basi diverse non sono confrontabili.
    • Temperatura di prova → Nella maggior parte dei metalli, la duttilità aumenta al crescere della temperatura. Al contrario, negli acciai ferritici e nelle ghise, temperature basse possono provocare una transizione duttile-fragile, con conseguente drastica riduzione di A%.
    • Velocità di deformazione → Velocità di deformazione più elevate tendono generalmente a ridurre l’allungamento, soprattutto nei polimeri e nelle leghe sensibili alla velocità di deformazione.
    • Trattamento termico e stato di fornitura → Il trattamento termico incide in modo significativo sulla duttilità. Ad esempio, un acciaio ricotto ha A% molto superiore rispetto allo stesso acciaio bonificato; analogamente, un ottone incrudito ha A% inferiore al ricotto.
    • Direzione di prelievo del provino → Nei prodotti laminati, l’allungamento misurato nella direzione di laminazione è generalmente superiore a quello rilevato in direzione trasversale e, ancor più, a quello misurato nella direzione dello spessore.
    • Posizione di rottura → una rottura fuori dal tratto utile o troppo vicina ai riferimenti invalida la misura secondo la ISO 6892-1.
    • Qualità metallurgica → Inclusioni, segregazioni, porosità e difetti interni possono ridurre drasticamente la duttilità, anche quando gli altri parametri meccanici risultano conformi alle specifiche. Un valore di A% inferiore a quello atteso rappresenta spesso uno dei primi segnali di un possibile problema di qualità del materiale.

Perché l'allungamento a rottura è importante per chi progetta

Per il progettista, l’allungamento a rottura A% è molto più di un semplice valore riportato sul certificato del materiale. È un indicatore fondamentale di sicurezza.

Un materiale duttile, prima di rompersi, manifesta deformazioni macroscopiche visibili, che possono segnalare una condizione di sovraccarico durante l’esercizio. Un materiale fragile, al contrario, può cedere in modo improvviso e catastrofico, senza evidenti segnali premonitori.

Per questo motivo, gli Eurocodici e i principali codici di calcolo, come ASME, VSR e AD-Merkblätter, prescrivono valori minimi di allungamento a rottura. Tali requisiti servono a garantire che il componente abbia una sufficiente capacità di deformarsi prima del collasso e che le tensioni possano ridistribuirsi nelle zone maggiormente sollecitate.

Nel campo della formatura, A%, e ancor più i parametri Au e Ag, contribuiscono a determinare la fattibilità di operazioni come imbutitura, piegatura e stampaggio. Una lamiera con allungamento troppo basso tende infatti a criccarsi prima di raggiungere la geometria finale.

In ambito saldatura, un materiale duttile è generalmente più capace di tollerare le tensioni residue generate dal giunto, riducendo il rischio di cricche e cedimenti localizzati.

Nella failure analysis, l’allungamento misurato su un campione prelevato da un componente ceduto, e confrontato con il valore atteso dalla specifica di materiale, rappresenta uno degli indicatori diagnostici più immediati. Un valore anomalo può segnalare degrado del materiale, infragilimento da idrogeno, errato trattamento termico o mancata conformità alla specifica di fornitura.

In sintesi, leggere correttamente l’allungamento a rottura significa scegliere materiali con un adeguato margine di sicurezza, dialogare in modo consapevole con i fornitori e prevenire cedimenti in esercizio.

Conclusione

L’allungamento a rottura è uno dei parametri più significativi della prova di trazione. Non misura soltanto la duttilità del materiale, ma fornisce indicazioni preziose sulla qualità metallurgica, sulla sicurezza del componente e sulla sua idoneità ai processi di formatura.

Per interpretarlo correttamente è fondamentale conoscere il riferimento utilizzato, ad esempio A5, A80mm o A4d, confrontarlo con i valori attesi per lo specifico materiale e valutarlo insieme agli altri parametri della prova di trazione, come carico di snervamento, carico di rottura e strizione.

Quando viene letto nel modo corretto, A% diventa uno strumento essenziale per progettare componenti più sicuri, selezionare fornitori affidabili e individuare tempestivamente eventuali problemi di materiale o di esercizio.

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Domande frequenti sull'allungamento a rottura