Il coefficiente di attrito (μ) misura la resistenza allo scorrimento tra due superfici a contatto. È un parametro chiave nella progettazione meccanica perché influenza usura, efficienza energetica, precisione, rumorosità e durata dei componenti, sia in stampa 3D industriale che in lavorazioni CNC.
Capire e controllare l’attrito significa ridurre costi, aumentare l’affidabilità e migliorare le prestazioni.
Il coefficiente di attrito è un valore adimensionale definito dalla formula:
μ = Fₐ / Fₙ
Fₐ = forza di attrito
Fₙ = forza normale
μ alto = più grip
μ basso = superfici più scorrevoli
Attrito statico (μₛ): impedisce l’inizio del movimento
Attrito dinamico (μₖ): agisce durante lo scorrimento
Attrito volvente: tipico di ruote e cuscinetti, molto più basso
I valori variano in base a rugosità, carico, lubrificazione e temperatura.
Nella stampa 3D industriale, l’attrito dipende anche dalla tecnologia:
MJF / SLS: attrito uniforme e isotropo
FDM: attrito più elevato e direzionale
SLA: superfici lisce ma materiali più fragili
Per componenti in movimento, PA12 e PA11 in MJF offrono il miglior equilibrio tra basso attrito e resistenza all’usura.
Ridurre l’attrito
Aumentare l’attrito
Il coefficiente di attrito influisce direttamente su:
Una scelta corretta del materiale e del processo produttivo evita sovra-ingegnerizzazione e problemi sul lungo periodo.
Il coefficiente di attrito è un parametro chiave per la progettazione di componenti CNC e parti stampate in 3D. Materiali come PA12, PA11 e TPU permettono di ottenere attrito controllato, alta resistenza all’usura e libertà geometrica, ideali per applicazioni industriali moderne.
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