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Di cosa è fatto l'acciaio: composizione, elementi e tipi
Di cosa è fatto l’acciaio? La risposta breve è: ferro e carbonio. Quella completa apre un mondo. L’acciaio è una lega metallica composta per oltre il...
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Weerg staff
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Aug 5, 2026
Di cosa è fatto l’acciaio? La risposta breve è: ferro e carbonio. Quella completa apre un mondo. L’acciaio è una lega metallica composta per oltre il 95% da ferro, ma sono gli elementi restanti a determinarne le caratteristiche.
Comprendere la composizione dell’acciaio significa capire perché un S355 si comporta diversamente da un 42CrMo4, perché un AISI 304 resiste alla corrosione mentre un C40 no e come interpretare una designazione per scegliere il grado più adatto al proprio componente.
Per definizione, l’acciaio è una lega ferro-carbonio con un contenuto di carbonio compreso tra circa lo 0,02% e il 2,1% in peso. Sotto lo 0,02% si parla di ferro tecnicamente puro; oltre il 2,1% si entra nel campo delle ghise, caratterizzate da proprietà e comportamenti molto diversi.
Il carbonio è l’elemento che più di ogni altro influenza le proprietà dell’acciaio:
• aumenta durezza e resistenza a trazione: un acciaio con lo 0,40% di C, come il C40, ha un carico di rottura quasi doppio rispetto a uno con lo 0,10% di C;
• riduce duttilità e saldabilità: più carbonio significa maggiore rischio di cricche a freddo durante la saldatura;
• rende possibile il trattamento termico: solo con una quantità sufficiente di carbonio l’acciaio può essere temprato, ottenendo una struttura martensitica ad alta durezza.
Il ferro costituisce la matrice cristallina: a temperatura ambiente si presenta in fase ferritica (cubica a corpo centrato, duttile) oppure, dopo tempra, in fase martensitica (dura e resistente). Le trasformazioni di fase dell’acciaio, descritte dal diagramma ferro-carbonio, sono alla base di tutti i trattamenti termici.

Il ferro puro è un metallo relativamente morbido (carico di rottura ~250 MPa) e poco utilizzabile strutturalmente. L’acciaio è ferro con un’aggiunta controllata di carbonio, compresa tra lo 0,02% e il 2,1%, che ne aumenta sensibilmente resistenza, durezza e trattabilità termica. Nella pratica industriale, il “ferro” venduto in commercio è quasi sempre un acciaio dolce a basso tenore di carbonio.
Oltre al carbonio, nell’acciaio possono essere aggiunti numerosi elementi in quantità controllate per modificarne proprietà specifiche. Ognuno svolge una funzione precisa.
Il cromo è l’elemento che distingue gli acciai inossidabili dagli altri: con un contenuto pari o superiore al 10,5%, l’acciaio forma sulla superficie un film passivo di ossido di cromo che lo protegge dalla corrosione. Negli acciai da bonifica, in percentuali più basse (0,5-2%), migliora la temprabilità e la resistenza all’usura.
Il nichel stabilizza la fase austenitica a temperatura ambiente, dando origine agli acciai inossidabili austenitici della serie AISI 300, caratterizzati da eccellente resistenza alla corrosione, tenacità alle basse temperature e amagneticità. Negli acciai da bonifica, come il 39NiCrMo3, migliora tenacità e temprabilità.
Il molibdeno aumenta la resistenza alla corrosione per vaiolatura negli acciai inox, rappresentando la principale differenza tra AISI 304 e 316. Migliora inoltre la resistenza alle alte temperature e la temprabilità degli acciai da costruzione.
Presente in quasi tutti gli acciai in percentuali comprese tra lo 0,3% e l’1,5%, il manganese migliora la temprabilità, contrasta gli effetti negativi dello zolfo formando solfuri di manganese al posto dei fragili solfuri di ferro e aumenta la resistenza meccanica senza ridurre eccessivamente la duttilità.
Il silicio è un disossidante utilizzato in fonderia e un elemento rafforzante della ferrite. In percentuali elevate, comprese tra l’1% e il 3%, aumenta sensibilmente il limite elastico ed è quindi alla base degli acciai per molle. Migliora anche la resistenza all’ossidazione ad alta temperatura.
Il vanadio affina il grano e forma carburi molto duri. Anche in piccole quantità, tra lo 0,1% e lo 0,3%, migliora sensibilmente resistenza e tenacità. È presente negli acciai per utensili e in molti acciai da bonifica ad alte prestazioni.
Il tungsteno forma carburi stabili alle alte temperature, essenziali negli acciai rapidi per utensili da taglio. Il cobalto contribuisce a mantenere la durezza a caldo. Insieme caratterizzano gli acciai rapidi HSS impiegati nelle lavorazioni meccaniche.
L’azoto rafforza l’austenite ed è utilizzato negli acciai inox duplex e superaustenitici per aumentare la resistenza meccanica e quella alla corrosione per vaiolatura, sostituendo in parte il nichel.
Generalmente considerati impurità, zolfo e fosforo sono mantenuti a livelli molto bassi nella maggior parte degli acciai. Lo zolfo può essere aggiunto intenzionalmente, in percentuali comprese tra lo 0,15% e lo 0,35%, negli acciai da lavorazione automatica per migliorarne la truciolabilità, accettando però una riduzione della duttilità. Il fosforo è quasi sempre indesiderato perché rende l’acciaio più fragile.
La composizione chimica è il primo criterio utilizzato per classificare gli acciai. Le famiglie principali sono cinque.
Contengono principalmente ferro e carbonio, con piccole quantità di manganese, silicio e impurità. Si distinguono in base al tenore di carbonio:
Contengono dallo 0,25% allo 0,50% di carbonio e quantità moderate di cromo, nichel e molibdeno, generalmente inferiori al 5% per ciascun elemento. Progettati per essere temprati e rinvenuti, raggiungono resistenze elevate mantenendo una buona tenacità. Tra i più comuni figurano il 42CrMo4, il 39NiCrMo3 e il 34CrNiMo6.
Contengono almeno il 10,5% di cromo e si dividono in quattro sottofamiglie in base alla microstruttura.
austenitici (AISI 304, 316, 321): contengono cromo e nichel, sono generalmente amagnetici, molto duttili e resistenti alla corrosione;
ferritici (AISI 430): contengono soprattutto cromo e poco o nessun nichel, sono magnetici e adatti ad ambienti moderatamente aggressivi;
martensitici (AISI 410, 420, 440C): presentano cromo e un elevato tenore di carbonio, sono temprabili e utilizzati per lame, valvole e componenti resistenti all’usura;
duplex (SAF 2205, 2507): hanno una struttura mista di austenite e ferrite, con elevata resistenza meccanica e alla corrosione, e sono impiegati nei settori chimico e oil & gas.
Sono caratterizzati da un elevato contenuto di carbonio e di elementi formatori di carburi, come cromo, tungsteno, molibdeno e vanadio. Progettati per resistere all’usura, al calore e alla deformazione in condizioni estreme, comprendono gli acciai rapidi HSS, quelli per lavorazioni a freddo, come l’X210Cr12, e quelli per lavorazioni a caldo, come l’X40CrMoV5-1.
Contengono piccole aggiunte di vanadio, niobio o titanio, generalmente inferiori allo 0,1%, che affinano il grano e migliorano resistenza e tenacità anche senza trattamento termico. Sono utilizzati nelle strutture saldate, nelle condotte ad alta pressione e nel settore automobilistico.
La designazione descrive la composizione dell’acciaio. Sul mercato coesistono due sistemi.
Sistema europeo (EN 10027): la sigla indica gli elementi di lega e il relativo tenore. Esempio: 42CrMo4 → 0,42% di C, cromo come principale elemento di lega e molibdeno; il numero finale esprime il tenore secondo i fattori previsti dalla norma. X5CrNi18-10 (AISI 304) → 0,05% di C, 18% di Cr e 10% di Ni.
Sistema americano (AISI/SAE/UNS): utilizza codici numerici. Le serie 1xxx identificano gli acciai al carbonio, le 41xx gli acciai Cr-Mo e le 43xx i Ni-Cr-Mo. Gli inox seguono la classificazione AISI a tre cifre, come 304, 316 e 430.
Per il progettista, la designazione consente di risalire alla scheda tecnica del grado: composizione garantita, proprietà meccaniche, trattamenti applicabili, saldabilità e norme di prodotto.

L'acciaio è il materiale più lavorato al mondo per asportazione di truciolo. Nella produzione on-demand tramite lavorazione CNC, i gradi più richiesti sono:
Il materiale grezzo viene fornito sotto forma di barra tonda, barra piatta, lastra o blocco, con certificato EN 10204 3.1 che ne attesta composizione e proprietà meccaniche. Weerg lavora questi acciai su centri CNC a 5 assi, trasformandoli in componenti finiti con tolleranze strette e finitura superficiale controllata.
L’acciaio è composto da ferro e carbonio, ma sono gli elementi di lega a definirne la vera identità: il cromo lo rende inossidabile, il nichel ne stabilizza la struttura austenitica, il molibdeno lo protegge dal pitting e il vanadio ne affina il grano. Per progettisti e tecnici, conoscere la composizione significa saper leggere la designazione, comprendere il materiale, scegliere il grado più adatto e dialogare con fornitori e laboratori attraverso un linguaggio condiviso.
Nella produzione on demand, l’acciaio resta protagonista della lavorazione CNC: dal S355 strutturale al 42CrMo4 bonificato, dall’AISI 304 per il settore alimentare all’AISI 316 per applicazioni marine, ogni grado parte da materiale grezzo certificato e diventa in pochi giorni un componente finito.
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L’acciaio è una lega di ferro e carbonio, con un contenuto di carbonio compreso tra lo 0,02% e il 2,1%. A questa base possono essere aggiunti elementi come cromo, nichel, molibdeno, manganese e vanadio, che ne modificano resistenza, durezza, duttilità, resistenza alla corrosione e comportamento alle diverse temperature.
La principale differenza è il cromo. Un acciaio con almeno il 10,5% di cromo forma sulla superficie uno strato passivo protettivo che lo rende resistente alla corrosione. Un normale acciaio al carbonio non contiene cromo in quantità sufficiente e, se esposto all’umidità, arrugginisce. L’acciaio inox è inoltre generalmente più costoso e meno lavorabile, con proprietà diverse in base alla famiglia: austenitica, ferritica, martensitica o duplex.
L’acciaio combina elevata resistenza meccanica, versatilità, costo relativamente contenuto e completa riciclabilità. Composizione e trattamenti termici permettono inoltre di modularne le proprietà. È disponibile in centinaia di gradi, è lavorabile con numerose tecnologie ed è supportato da norme internazionali e da una filiera di approvvigionamento globale.
Sono designazioni standardizzate che identificano la composizione e la famiglia dell’acciaio. Nel sistema europeo EN 10027, 42CrMo4 indica un acciaio con circa lo 0,42% di carbonio, legato principalmente con cromo e molibdeno. Nel sistema americano, AISI 304 identifica un acciaio inox austenitico con circa il 18% di cromo e il 10% di nichel. La sigla consente al progettista di riconoscerne rapidamente caratteristiche e principali impieghi.
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