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6 minuti di lettura

Poliammide: tipi, proprietà e applicazioni industriali

Diversi tipi di poliammide

La poliammide, commercialmente nota come nylon, è uno dei tecnopolimeri più diffusi nell'industria.

In questa guida vediamo le principali tipologie di poliammide (PA6, PA66, PA11, PA12 e versioni caricate), le proprietà chiave e i criteri pratici per scegliere il grado giusto.

Cos'è la poliammide

La poliammide è un polimero termoplastico semicristallino caratterizzato dalla presenza di gruppi ammidici (–CO–NH–) nella catena principale, che conferiscono al materiale elevata resistenza meccanica, buona tenacità, resistenza all'usura e stabilità chimica.

Le poliammidi più diffuse si dividono in due famiglie chimiche:

  • PA "AB", ottenute da un monomero che contiene già il gruppo amminico e quello carbossilico (es. PA6, PA11 e PA12);
  • PA "AABB", ottenute dalla policondensazione di una diammina e un diacido (es. PA66, PA46, PA610, PA612).

La nomenclatura standard è semplice da leggere: il numero indica il numero di atomi di carbonio del monomero (PA6 = 6 atomi di carbonio). Nei tipi a doppio numero (AABB) il primo numero indica gli atomi di carbonio della diammina e il secondo quelli del diacido (PA66= diammina a 6 atomi di carbonio + diacido a 6 atomi di carbonio).

catena di poliammide

Quali sono le proprietà generali della poliammide?

La poliammide offre un ottimo equilibrio tra prestazioni e costo:

  • resistenza meccanica e a fatica elevate per un polimero non rinforzato;
  • resistenza all'usura e basso coefficiente di attrito, ideale per parti in movimento;
  • buona resistenza chimica verso oli, grassi, idrocarburi e molti solventi;
  • temperatura di esercizio continuo fino a 80-100 °C (PA6/PA66), oltre 150 °C per PA46;
  • buona stabilità dimensionale a secco, condizionata però dall'assorbimento di umidità.

I principali tipi di poliammide

I gradi di poliammide disponibili sul mercato sono decine, ma cinque coprono oltre il 90% delle applicazioni industriali.

PA6 (poliammide 6)

Ottenuta per polimerizzazione del caprolattame, è la poliammide più prodotta in Europa. Caratteristiche:

  • temperatura di fusione ~220 °C;
  • ottima tenacità e resistenza all'urto, anche a basse temperature;
  • assorbe più umidità del PA66 (fino al 9-10% a saturazione).

È il grado d'elezione per boccole, ingranaggi sotto carico moderato, semilavorati estrusi (barre e lastre), connettori, componenti automotive.

PA66 (poliammide 66)

Polimero da esametilendiammina e acido adipico. Rispetto al PA6 ha temperatura di fusione superiore (~260 °C), rigidezza più alta, migliore resistenza al creep e leggermente migliore stabilità dimensionale. In compenso è più costoso e meno tenace a freddo.

Applicazioni tipiche: ingranaggi sotto carico elevato, parti meccaniche in ambiente caldo, componenti sotto cofano, fascette, fissaggi tecnici.

PA11 e PA12 (poliammidi "lunghe")

Ottenute da monomeri a catena lunga, in parte da fonti bio-based (PA11 deriva dall'olio di ricino). Caratteristiche distintive:

  • assorbimento di umidità molto basso (1-2% a saturazione, contro il 9-10% del PA6)→ eccellente stabilità dimensionale;
  • ottima resistenza chimica e a idrolisi;
  • alta flessibilità e resistenza a fatica, anche a basse temperature.

Sono lo standard per tubi flessibili per circuiti carburante e aria compressa, rivestimenti, componenti dell'automotive sotto cofano, applicazioni mediche, manifattura additiva (MJF).

Per approfondire leggi la nostra guida PA12 vs PA11: quali sono le differenze?

Pezzo in Nylon PA11 stampato in 3dPA46

Poliammide ad alte prestazioni termiche, con temperatura di fusione ~295 °C e cristallizzazione molto rapida. Usata per parti sotto cofano vicine al motore, ingranaggi ad alta temperatura, componenti elettrici in ambienti caldi. Costo significativamente superiore. Da tenere presente che, a fronte dell’eccellente comportamento ad alta temperatura, è la più igroscopica tra le poliammidi qui considerate: in ambienti molto umidi va valutato l’effetto sull’assorbimento d’acqua.

Poliammidi caricate

Aggiungendo cariche minerali o fibre si modificano drasticamente le proprietà del polimero base:

  • PA6 GF30 / PA66 GF30 (30% fibra di vetro): raddoppia la resistenza meccanica e quasi triplica il modulo elastico; riduce drasticamente il creep e l'allungamento a rottura. È lo standard per componenti strutturali a basso costo in alternativa a leghe leggere.
  • PA12 GB (microsfere di vetro): a differenza delle fibre, le microsfere di vetro sono cariche sferiche che migliorano rigidezza e stabilità dimensionale mantenendo proprietà isotrope. È il materiale di riferimento per applicazioni che richiedono un comportamento meccanico uniforme.
  • PA caricate fibra di carbonio (CF): ancora più rigide e leggere, usate dove peso e prestazioni giustificano il costo (sport, aerospace, robotica).
  • PA con MoS₂ o PTFE: migliorano coefficiente di attrito e resistenza all'usura, per boccole e ingranaggi autolubrificanti.
  • PA cariche minerali (talco, mica): migliorano stabilità dimensionale e finitura superficiale a costi contenuti.

Prototipo in nylon PA12 caricato con fibra di carbonio

L'assorbimento di umidità: il punto critico delle poliammidi

A differenza di altri tecnopolimeri (POM, PEEK, PBT), la poliammide è igroscopica: assorbe umidità dall'ambiente con due effetti contrapposti.

L'effetto positivo è un aumento della tenacità e della resistenza all'urto: una poliammide condizionata in umidità si comporta meglio sotto carichi dinamici di quella appena stampata.

L'effetto negativo riguarda stabilità dimensionale e proprietà meccaniche: l'acqua agisce come plastificante, riduce modulo elastico e durezza, e fa "gonfiare" il pezzo (fino allo 0,5-1% in dimensioni lineari per il PA6).

Per il progettista questo significa due cose:

  1. quotare le tolleranze tenendo conto dell'ambiente di esercizio (un PA6 in ambiente saturo si dilata più di un PA12 di pari geometria);
  2. dichiarare nelle specifiche se le proprietà richieste valgono DAM (Dry As Molded, polimero a secco) o conditioned (a equilibrio con il 50% di umidità relativa), a seconda del valore, il modulo elastico può variare del 30-50%;
  3. prevedere delle finiture che sigillano la microporosità superficiale rendendo il pezzo idrorepellente come il vapor smoothing (la superficie diventa a tenuta verso l’acqua liquida; il polimero in massa resta comunque igroscopico all’umidità atmosferica).

Confronto tra le principali poliammidi

Tipo

Tm (°C)

Rm (MPa)

Modulo E (GPa)

Assorbimento H₂O (24h, %)

Note

PA6

220

70-85

2,8-3,2

1,5-2

Più tenace, più economica

PA66

260

80-90

3,0-3,3

1,2-1,5

Più rigida, più stabile a caldo

PA11

190

50-60

1,0-1,4

0,3

Bio-based, flessibile, stabile

PA12

178

50-60

1,2-1,6

0,25

Stabilità dimensionale eccellente

PA46

295

100

3,3

3,5

Alte temperature

PA6 GF30

220

170-180

9-10

1,3

Strutturale, basso costo

PA66 GF30

260

190-200

10-11

1,1

Strutturale, alta temperatura

Valori indicativi su materiale DAM (Dry As Molded). La colonna sull’assorbimento riporta il valore dopo 24h di immersione, da non confondere con i valori a saturazione citati nel testo (sensibilmente più alti, es.9-10% per il PA6). Le proprietà condizionate sono significativamente più basse, soprattutto per PA6 e PA66.

Come scegliere la poliammide giusta

Per identificare la poliammide più adatta alla propria applicazione bisogna valutare:

  1. Temperatura di esercizio
    fino a 80 °C → PA6;
    fino a 100-120 °C → PA66;
    oltre 150 °C → PA46 o gradi caricati.
  2. Carichi meccanici
    carichi moderati → PA6/PA66 non caricate;
    carichi strutturali → versioni GF30 o CF.
  3. Ambiente
    ambiente umido o a contatto con fluidi → PA11/PA12;
    ambiente secco → PA6/PA66.
  4. Stabilità dimensionale
    tolleranze strette → PA12 o PA caricate;
    tolleranze ampie → PA6.
  5. Costo
    PA6 è il più economico;
    PA46 e PA caricate al carbonio sono al top di gamma.
  6. Conformità
    contatto alimentare, automotive, medicale: verificare omologazioni specifiche (FDA, USP Class VI, UL).

Perché conoscere la poliammide è importante per chi progetta

Scegliere il grado sbagliato di poliammide è uno degli errori più costosi nella progettazione di componenti polimerici. Il problema è che spesso non emerge subito, ma solo dopo settimane o mesi di esercizio: un PA6 impiegato in un ambiente molto umido può assorbire acqua, cambiare dimensioni e perdere rigidezza; un PA66 sostituito con PA6 in un ingranaggio può cedere per creep; una poliammide GF30 dichiarata “DAM” può mostrare, nelle condizioni reali d’uso, un modulo molto più basso di quello atteso, fino a dimezzarsi.

Conclusione

La poliammide è il tecnopolimero più versatile del panorama industriale.
Sceglierla bene significa partire dai requisiti di progetto e tradurli nel grado giusto, con le proprietà DAM o condizionate correttamente dichiarate. Quando questo lavoro è fatto, la poliammide è uno dei materiali più affidabili ed efficienti che un progettista possa utilizzare.

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Domande frequenti sulla poliammide

Poliammide e nylon sono la stessa cosa?

Sì. “Nylon” è il nome con cui DuPont presentò il materiale, sintetizzato nel 1935 e battezzato “nylon” nel 1938. A differenza di quanto si pensa comunemente, non è un marchio registrato: DuPont scelse deliberatamente di renderlo un termine generico. Tutte le poliammidi termoplastiche sono quindi “nylon” e i veri gradi (Nylon 6, Nylon 6/6, Nylon 12) corrispondono esattamente alle designazioni tecniche PA6, PA66, PA12. In contesti tecnici e nei capitolati si preferisce sempre la designazione “PA” con codice numerico, perché è inequivocabile.

Si può lavorare la poliammide alle macchine utensili?

Sì. La poliammide è disponibile in semilavorati estrusi o colati (barre tonde, lastre, tubi) e si presta bene a tornitura, fresatura, foratura e taglio. Si lavora meglio con utensili affilati, velocità di taglio elevate, avanzamenti contenuti e attenzione al riscaldamento. Le poliammidi colate (es. PA6 G) hanno una struttura più omogenea delle estruse e sono preferite per pezzi di precisione.

 

La poliammide è resistente ai raggi UV?

In standard no: l'esposizione prolungata ai raggi UV degrada la poliammide (ingiallimento, infragilimento, perdita di proprietà). Per applicazioni outdoor si usano gradi UV-stabilizzati o caricati con nerofumo, che offrono resistenza significativamente superiore.

La poliammide è riciclabile?

Sì, le poliammidi sono termoplastiche e quindi riciclabili meccanicamente: si possono macinare, rifondere e rilavorare. Il riciclo provoca però una progressiva diminuzione del peso molecolare e delle proprietà meccaniche, quindi il materiale riciclato si usa tipicamente in miscela con materiale vergine, o per applicazioni meno critiche. Esistono inoltre processi di riciclo chimico che riportano la poliammide ai monomeri di partenza.

Qual è la differenza tra PA6 e PA66?

PA6 e PA66 hanno proprietà simili ma non identiche. Il PA66 ha una temperatura di fusione più alta (260 °C contro 220 °C), maggiore rigidezza e migliore resistenza al creep, ed è la scelta per applicazioni sotto carico continuo o a temperature elevate. Il PA6 è più tenace, assorbe leggermente più umidità, ha migliore finitura superficiale e costa meno: è preferito quando servono pezzi tenaci e geometrie complesse stampate a iniezione.

Qual è la poliammide più stabile dimensionalmente?

Le poliammidi a catena lunga PA11 e PA12 sono le più stabili dimensionalmente grazie al bassissimo assorbimento di umidità (0,25-0,3% contro 1,5-2% del PA6). Sono la scelta giusta dove le tolleranze devono essere rispettate anche in ambiente umido o variabile.

 

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